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Ciao, benvenuta o benvenuto al nostro appuntamento con la mia rubrica:

“Inform-Azione, l’economia e la finanza raccontate con un linguaggio semplice”.

Oggi ti racconto un nuovo argomento di grande interesse e attualità: Recovery Fund, il Parlamento Europeo ne definisce e sancisce le regole.

Nella giornata di ieri, martedì 09/Febbraio/2021, il Recovery Fund è approdato al Parlamento Europeo che ne ha definito il via libera…ne ha stabilito e sancito le regole.

Così la nota emessa dalla Commissione al termine delle votazioni:

“il dispositivo per la ripresa e la resilienza aiuterà gli Stati membri, ad affrontare l’impatto economico e sociale della pandemia di Covid-19, garantendo nel contempo che le loro economie intraprendano le transizioni verde e digitale e diventino più sostenibili e resilienti”.

Il risultato della votazione, è stato comunicato soltanto questa mattina mercoledì 10 febbraio 2021. Bruxelles ha deciso… 582 voti favorevoli, 40 voti contrari e 69 astensioni. Un evento fondamentale, per dare efficacia definitiva al piano di interventi necessario a fronteggiare e sostenere La ripresa dei Paesi dell’Eurozona colpiti dalla crisi economica causata dalla pandemia da Covid-19.

Il Parlamento Europeo, ha così approvato il Recovery Fund, lo strumento che ti ricordo esser parte del ben più ampio piano Next Generation Eu. Lo ha approvato,  e ne ha definito le regole.

Il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, ha così commentato:

“ora la parola passa agli Stati membri per far partire il Next Generation Ue. Ci attendiamo che i parlamenti accelerino la ratifica dell’aumento delle risorse proprie dell’Unione, essenziali  per emettere bond e finanziare la ripresa. Non c’è tempo da perdere e ogni ritardo sarebbe un danno enorme a cittadini e imprese”.

Il Commissario per l’Economia Ue, Paolo Gentiloni, ha così commentato il risultato:

“è un passo storico, una opportunità unica da cogliere per cambiare le nostre economie per il bene di tutti i cittadini europei”.

Aggiunge poi:

“abbiamo fatto qualcosa di impensabile solo un anno fa: la creazione di uno strumento fondato sul debito comune per raggiungere obiettivi condivisi”.

 Il Piano, oggetto dell’approvazione, definisce i dettagli degli obiettivi, dei tempi, dei metodi di distribuzione delle risorse e, soprattutto, indica e definisce le condizioni alle quali i Paesi membri beneficiari, dovranno attenersi scrupolosamente. A questo punto, il Piano dovrà essere ratificati dal Consiglio Europeo che ti ricordo esser formato dai rappresentanti  di tutti i 27 Paesi europei. Una volta ratificato, il R.F. entrerà ufficialmente in vigore.

Ben 36 articoli, che definiscono in sostanza, i punti chiave che ti riporto qui di seguito:

  • 672,5 Mld di euro totali, che dovranno essere distribuiti entro il 2027.
  • 312.5 Mld di euro in sussidi, e 360 Mld di euro in prestiti.
  • Presentazione, entro il 30/Aprile/2021 del proprio piano, il Recovery Plan,  contenente il dettaglio dei piani d’investimento e dei progetti di riforme che saranno attuati. Tra cui ricordo: A)Indicazione degli strumenti e delle modalità atte a stimolare la crescita economica e nello specifico in relazione alla creazione di posti di lavoro (lotta alla disoccupazione), sulla base delle raccomandazioni fornite dalla stessa Commissione. B) Indicazione circa il progetto di transizione al verde, al quale dovranno essere destinati non meno del 37% del totale delle risorse. C) Indicazioni circa il progetto di transizione digitale, al quale dovranno essere destinate non meno del 20% delle risorse stanziate per i progetti di digitalizzazione. D) Indicazioni circa il progetto di un’economia più sostenibile e maggiore inclusione sociale. E) la garanzia circa l’attuazione del piano di riforme previste dalle linee guida. 

N.B. ti ricordo, per correttezza di informazione, che al momento nessun Paese ha presentato la versione finale del proprio Recovery Plan.

  • Valutazione del Recovery Plan, da parte della Commissione Europea e del Consiglio Europeo che lo analizzerà adottando i successivi provvedimenti.

Ottenuto il via libera, il piano diverrà operativo e posto in esecuzione il finanziamento della prima tranche di circa 27 Mld di euro per l’Italia (max 13% della parte prevista sotto forma di sovvenzioni e del 13% di quella prevista come prestiti).

A questo punto, e nell’ambito del semestre europeo, i singoli paesi comunicheranno i progressi fatti potranno richiedere le successive tranche che saranno comunque erogate con cadenza semestrale e sempre a seguito della valutazione della Commissione Europea in relazione ai
risultati/obiettivi raggiunti.

All’approvazione del R.F., fanno eco le dichiarazioni dell’Europarlamentare italiano, Antonio Maria Rinaldi, il quale nella sessione del Parlamento Europeo, ha così dichiarato:

“mi rincresce, tuttavia, sottolineare che, le condizionalità inserite se non applicate in modo sufficientemente flessibile, potrebbero creare problemi agli Stati membri che chiederanno di attivare il Recovery and
Resilience Facility (R.R.F.), sia sotto forma di sovvenzioni che di prestiti”.

Il vero problema, sottolinea Rinaldi, è che lo stesso RRF sia basato sul rispetto di una serie di condizionalità che si fondano e prendono spunto, dalle linee guida già previste dal “County Report 2019/20”…periodo cioè anteriore alla crisi pandemica.

Cioè Max, cosa significa?

Semplicemente che, Patto di Stabilità e crescita (che ti ricordo è attualmente stato sospeso proprio a causa della crisi economica), resta alla base delle politiche economiche dei Paesi membri e che, quindi, tornerà ad essere valido ed operativo una volta usciti dalla crisi.

Restano, quindi, assai controverse le posizioni circa la validità ed efficacia del Recovery Fund e più in generale del Next Generation Eu, mentre tutti glie esperti sembrano essere d’accordo su un principio:

“è una questione esclusivamente di volontà politica e non di impossibilità tecnica. Stiamo vivendo  un momento storico in cui dobbiamo avere il coraggio e la forza di modificare, con il concorso di tutti, le regole concepite oltre 30 anni fa e ormai inadeguate alle esigenze di crescita e di coesione sociale nel mondo in cui viviamo”. 

Bè, appare evidente il riferimento alla necessità di flessibilità…una caratteristica fondamentale che permetterà a qualsiasi “soluzione” si decida di adottare,  di adattarsi al cambiamento dei tempi e all’evoluzione degli scenari economici attuali. La eccessiva rigidità, non è mai stata fonte di sviluppo e crescita…di nessun tipo e in qualsiasi ambito.

Così si era espressa la Presidente Ursula von der Leyen:

“Questi sono tempi duri per le imprese di tutta Europa. E’ difficile pianificare gli investimenti nel mezzo di una Pandemia, con poche certezze sul futuro. E questo, è uno dei motivi per cui abbiamo messo
insieme  Next Generation Eu. Lo conoscete, il piano di Recovery del valore di 750 Mld di euro, che si aggiunge al bilancio europeo e a quelli nazionali. Si tratta del più grande piano di investimenti digitali che l’Europa abbia mai visto”.

 

Bene…anche oggi concludo questa puntata di “Inform-Azione”….ti ringrazio come sempre per avermi seguito e mostrato il tuo interesse verso argomenti che, come sai, ritengo estremamente importanti e di grande attualità.

Come sempre, ti invito a continuare a seguirmi e, soprattutto a lasciarmi qui sotto i tuoi commenti o e/o richieste di eventuali approfondimenti.

Buona Vita, Massimo

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