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GIOVANI E ANZIANI PER UN FUTURO MIGLIORE

Campagna di:

A.N.A.S. Associazione Nazionale di Azione Sociale

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Tipo: Donation (Donazione semplice)

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Obiettivo

Ristrutturare il parco Guarino ove accogliere giovanissimi ed anziani per creare una scambio generazionale per costruire un futuro migliore.

I fondi saranno utilizzati per adattare il parco Guarino sito in Fardella (PZ) in comodato d’uso all’ANAS (Associazione Nazionale di Azione Sociale) per l’accoglienza di giovani ed anziani indigenti di tutta Italia selezionati con bando a cui offrire una serie di servizi ricreativi e culturali – gratuitamente –

I fondi raccolti saranno utilizzati per il pagamento del personale che sarà utilizzato direttamente ed indirettamente nel progetto “giovani e anziani per un futuro migliore”

PREMESSA

Essere anziani non è sinonimo di uno stato patologico, anche se spesso con il progredire dell’età le malattie sono più frequenti. Proprio per questo motivo la cosiddetta terza età è un periodo della vita di un uomo che richiede un’attenzione particolare.

Numerosi sono i problemi da affrontare legati all’invecchiamento ma c’è una cosa che proprio non viene tollerata, l’essere etichettato come “anziano”, cioè come facente parte di una categoria da emarginare.

L’anziano non è un “anziano”. Non esiste un preciso momento nel quale un adulto diventa anziano.

Non sempre l’età anagrafica coincide con quella biologica e psicologica.

L’anziano chiede soprattutto di essere trattato come una persona con qualche anno in più di noi. Il compito principale per chi si avvicina all’attività motoria per la terza età consiste proprio nel trattare gli interessati come persone e non come “vecchi” o … “malati”.

Essere anziano, oltre che aver raggiunto una certa età, significa vivere grossi cambiamenti nei confronti dei ruoli all’interno della famiglia e della società. Il pensionamento rappresenta un momento critico dell’esistenza.

Se la persona ha un carattere flessibile con una moltitudine di interessi il pensionamento rappresenta un’occasione per realizzare al meglio tutti quegli interessi che il lavoro limitava. Se, al contrario, l’unica fonte d’autostima era il lavoro è chiaro che questo momento è vissuto in modo traumatico e non è accettato.

La ginnastica, considerando la frequente solitudine con cui le persone della terza età sono abituate a convivere, può e deve essere vissuta come momento di socializzazione e di comunicazione fondamentale.

L’invecchiamento è un processo fisiologico che di per se non è una malattia, ma è necessario tenere in considerazione alcuni aspetti: la fisiologia cardiovascolare, la fisiologia dell’apparato locomotore, il soprappeso e l’osteoporosi. La persona della terza età ha una riduzione della riserva cardiaca e quindi della capacita di produrre lavoro.

Tale riduzione può essere contenuta entro livelli fisiologici, normali nell’invecchiamento, o assumere un’intensità maggiore nel caso di vere e proprie patologie: l’angina pectoris, l’ischemia, l’ipertensione, l’infarto e le aritmie.

La ginnastica per la terza età deve puntare a un corretto impegno cardiovascolare e deve essere svolta e praticata ricordando sempre due parole chiave: artrosi senile e dolore che ne consegue.

Deve aiutare ad alleviare il dolore articolare ed essere orientata verso il recupero della mobilità con appropriate tecniche di stretching e di rilassamento.

Durante l’attività andrà fatta una sorta di educazione alimentare invitando i presenti a mangiare di meno e a fare lunghe passeggiate, aspetto importante per tutti i soggetti in sovrappeso. Sarà anche da proporre l’utilizzo della cyclette o della bicicletta quando possibile.

L’osteoporosi è un altro aspetto molto importante da considerare. La perdita di sali di calcio è normale con il progredire dell’età. Un’attività fisica regolare e costante ha sicuramente un effetto benefico sull’osso, perché lo aiuta a trattenere al suo interno i sali minerali che gli danno forza e robustezza.

La ginnastica deve essere pensata in modo che il partecipante non corra alcun pericolo né di cadere né di infortunarsi.

Devono essere insegnati diversi modi per stendersi e per alzarsi da terra. Ciò potrebbe servire anche al di fuori della palestra nel malaugurato caso di caduta.

L’ambiente dove viene praticata la ginnastica deve essere privo di barriere architettoniche, d’attrezzi appuntiti per ridurre infortuni legati alla poca o limitata agilità.

Il pavimento più idoneo è tipo “tatami” o parquet elasticizzato per ammortizzare eventuali traumi da caduta.

La ginnastica per la terza età non è uno sport. Non esiste fine agonistico, infatti nessuno deve vincere qualche cosa, e ricordiamoci che in un momento critico come la vecchiaia la vittoria di uno significa automaticamente la sconfitta degli altri, con l’inevitabile frustrazione che ne consegue.

Come possiamo allora definire la ginnastica per la terza età visto che non è uno sport: un’attività motoria di gruppo, rivolta a far acquisire un maggior livello di benessere psicofisico.

 

INTEGRITÀ STRUTTURALE E PSICHICA

Numerose ricerche evidenziano l’importanza di una costante attività motoria nell’arco della vita dell’essere umano, dall’iniziale momento evolutivo attraverso il gioco, al mantenimento dell’efficienza psicofisica, fino alla prevenzione del momento degenerativo che inevitabilmente accompagna il passare degli anni.

Se è comprovato che la prevenzione inizia precocemente, per garantire uno sviluppo completo ed equilibrato della macchina uomo in armonia coi suoi pensieri è ancor più vero che in età adulta è necessario mantenere questa integrità. Il rallentamento dei processi degenerativi dovuti all’età può essere stupefacente se si coltivano determinate abilità motorie e soprattutto qualche interesse mentale. Ciò che il fitness deve in questo caso garantire è il mantenimento dell’integrità strutturale e psichica; la programmazione nell’anziano deve valutare scrupolosamente quindi non solo i fattori fisici ma anche quelli emotivi, tra loro imprescindibilmente collegati.

Spesso la solitudine o il sentirsi meno utili nella società sono motivo di depressione nel soggetto anziano. La creazione di un gruppo d’allenamento è quindi un elemento fondamentale durante le attività fitness per stimolare l’interesse e gli scambi emotivi. Classi miste per i vari corsi, eventi esterni volti ad accrescere la coesione e a stimolare la fidelizzazione al gruppo sono fondamentali. Ancor meglio se il gruppo è eterogeneo per l’età perché in questo modo non si ghettizza l’individuo anziano, visto che spesso le capacita fisiche nel fìtness possono essere molto simili nell’anziano allenato e nell’adulto decondizionato.

Partendo da questa visione complessiva si può procedere alla programmazione nelle attività specifiche. Il primo passo per l’insegnante è, come ovvio, l’analisi del responso del medico sportivo e di eventuali referti specialistici, l’attenta valutazione delle controindicazioni assolverà alla prima regola in campo terapeutico e conservativo “primum non nocere “. In secondo luogo le attività dovranno comprendere necessariamente quattro elementi:

  • coordinazione dinamica generale ed equilibrio,
  • forza,
  • equilibrio miotensivo e posturale,
  • resistenza cardio-polmonare.

 

COORDINAZIONE DINAMICA GENERALE ED EQUILIBRIO

Statisticamente appare chiaro come la maggior parte dei traumi nella terza età siano dovuti alla mancanza di reattività nel recupero dell’equilibrio e nell’efficienza coordinativa. I traumi accidentali spesso hanno un esito nefasto O risoluzione incompleta e sono in questi casi causa di depressione e senso di inadeguatezza. Ciò comporta una diminuzione dell’interesse nei confronti della propria esistenza e talvolta perfino la morte. La prevenzione si attua attraverso il progressivo miglioramento delle capacita coordinative, dell’equilibrio statico e dinamico.

Per l’equilibrio statico sono particolarmente indicate le attività che giocano su spostamenti lenti del baricentro in posizioni diverse da quelle usuali, che fissano l’atteggiamento corporeo in posizioni in cui il difficile mantenimento dell’equilibrio comporta contrazioni isometriche e la ricerca di maggiore estensibilità muscolare. Queste esercitazioni, accompagnate da movimenti ampi e armoniosi degli arti e dal controllo della respirazione, trovano la loro migliore applicazione nella ginnastica con elementi di tecniche posturali e respiratorie.

 

FORZA

La fragilità strutturale che si instaura nell’anziano decondizionato accelera i processi di decadimento psicofisico, creando paure nel compiere i gesti che nel quotidiano mantengono integra la struttura fisica. La perdita di massa magra, la maggiore rigidità delle strutture connettivali, la riduzione dell’idratazione delle cartilagini, decalcificazione ossea e disorientamento dei traiettori di tensione scheletrici: questi sono i fattori fondamentali nell’incidenza dei rischi di lesioni gravi nei traumi accidentali. Per prevenire o migliorare queste situazioni si è avuta nel corso di questi ultimi anni un’importante rivalutazione degli esercizi di forza: tempo fa addirittura sconsigliati perché ritenuti rischiosi, hanno invece rivelato, se ben pianificati, un ottimo adattamento della struttura muscolo-scheletrica e la regressione dei processi degenerativi.

Il programma valuterà attentamente i fattori di rischio nelle proposte dei vari esercizi come ad esempio:

  • il carico assiale sulla colonna vertebrale, che presenta riduzioni degli spazi intersomatici nell’anziano;
  • traiettorie di lavoro che possono causare attriti articolari come il passaggi degli arti superiori in abduzione-extrarotazione (lento dietro o lat machine dietro);
  • iperflessione del ginocchio sotto carico (leg extension);
  • pressioni eccessive sull’acetabolo (leg press);
  • atteggiamenti di flesso-torsione e successiva estensione della colonna vertebrale, ecc.

 

Gli esercizi in questo senso non vanno totalmente eliminati, ma attentamente valutati! Un allenamento breve e preferibile, massimo 6-8 esercizi (35 min. circa) lasciando per ogni gruppo muscolare il ripristino completo tra un’esercitazione e l’altra.

 

EQUILIBRIO MIOTENSIVO E POSTURALE

Per l’equilibrio miotensivo le classi di Stretching Analitico Decompensato garantiscono il miglioramento della flessibilità e la resistenza alla tensione dei tendini, il controllo dell’intensità della tensione (non dolorosa) e del progressivo aumento in fase espiratoria offre un ottimo margine di miglioramento di questa tecnica base; inoltre ultimamente sono state rivalutate le contrazioni ritmiche per il miglioramento dell’elasticità strutturale, da evitare invece le contrazioni balistiche.

Le classi di Rieducazione Posturale Globale con l’utilizzo in genere di Ginnastica propriocettiva, associata al controllo della respirazione, offrono un incisivo miglioramento della percezione dei proprio corpo nello spazio e migliorano gli automatismi nell’assetto posturale.

Il riequilibrio della struttura corporea la rende meno soggetta a deterioramenti dovuti alla sedentarietà. Le tecniche di controllo respiratorio associate a queste attività ottimizzano le relazioni tra le catene cinetiche e posturali e assicurano una migliore ossigenazione di tutti i tessuti. Di particolare importanza è anche un influsso positivo sul sistema nervoso, la riduzione degli stati ansiosi e il miglioramento dell’equilibrio emotivo.

 

RESISTENZA CARDIO-POLMONARE

L’efficienza del muscolo cardiaco, del sistema di scambio polmonare e del trasporto vascolare sono l’obiettivo principe delle esercitazioni di cardiofitness. Queste devono avere una frequenza almeno bisettimanale, fino a 5-6 sedute a settimana di intensità variabile:

  • bassa intensità e breve durata nei periodi di adattamento o di scarico;
  • medio-bassa intensità e lunga durata per l’allenamento di resistenza aerobica;
  • intensità media e durata medio-bassa per garantire il tono e la contrattilità cardiaca;
  • intensità media e lunga durata, oppure interval training, con picchi di intensità medio alta, per i soggetti più allenati.

 

L’IMPORTANZA DEL MEDICO

A riprova dell’indispensabile collaborazione tra medico e insegnante, gli elementi imprescindibili da esaminare prima di elaborare un programma sicuro ed efficace sono:

  1. controllo della frequenza cardiaca a riposo;
  2. pressione arteriosa;
  3. eventuale test sub massimale per saggiare la risposta cardiaca all’esercizio;
  4. indagine su eventuali rischi di cardiopatia;
  5. continuo monitoraggio attraverso un cardiofrequenzimetro che assicurerà un avviso immediato in caso di alterazioni “abnormi” della frequenza cardiaca durante l’esercizio.

Le esercitazioni di cardiofitness possono essere svolte su qualsiasi attrezzo (bike, stepper, etc.), ma per la terza età la preferenza va accordata al runner perché meglio stimola quei riflessi deambulatori la cui conservazione riveste tanta importanza nella prevenzione di infortuni nell’anziano.

 

REGOLAMENTO PROCEDURA DI DONAZIONE

Art. 1 Oggetto del regolamento

Il presente regolamento disciplina le modalità di accettazione e gli adempimenti conseguenti a donazioni di beni mobili e somme di denaro effettuate da soggetti privati ed ogni altro soggetto in favore dell’Associazione nazionale di azione sociale (A.N.A.S.).

In particolare, tende a garantire idoneo procedimento in relazione agli adempimenti conseguenti a donazioni di modico valore, prevalentemente somme di denaro, mediante sistemi informatici del quale la gestione e responsabilità della procedura è affidata all’organizzazione Revonet Holding SE, Křížovnická 86/6 Praga 110 00, Repubblica Ceca, Partita IVA: CZ07898401.

 

Art. 2 Definizioni

Ai fini della presente procedura si intende:

  1. per donazione, “…il contratto con il quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione (c.c. 769)”;
  2. per donazione di modico valore, “la donazione che ha per oggetto beni mobili e somme di denaro ed è valida anche se manca l’atto pubblico, purché vi sia stata la tradizione. La modicità deve essere valutata anche in rapporto alle condizioni economiche del donante (c.c. 783);
  3. per donante, il soggetto privato, sia esso persona fisica o giuridica, che intende conferire un bene all’associazione per spirito di liberalità;
  4. per donatario, L’Associazione Nazionale di Azione Sociale (A.N.A.S.).

 

Art. 3 Donazioni e Capacità di donare

In linea generale, non possono essere accettate donazioni:

  • che vadano contro l’etica dell’A.N.A.S;
  • che implichino un conflitto di interesse tra il donatario e il donante;
  • provenienti da soggetti che non hanno piena capacità di disporre del bene donato;
  • del tutore o del genitore per la persona incapace da essi rappresentata;
  • effettuate su mandato con cui si attribuisce ad altri la facoltà di designare la persona del donatario.

Le donazioni effettuate in violazione dei divieti sopra elencati sono nulle.

 

Art. 4 Gestione e controllo del procedimento

Il procedimento di accettazione della donazione prevede il seguente iter amministrativo:

  • Modulo di donazione compilato digitalmente contestualmente all’ottenimento della donazione;
  • verifica da parte dei responsabili dei servizi interessati delle condizioni di cui al precedente articolo 3;
  • lettera di diniego a firma del Presidente dell’Associazione da inoltrare al donante qualora non sussistano le condizioni per l’accettazione;

 

Art. 5 Inizio del procedimento

L’offerta di donazione deve essere corredata da apposito modulo “proposta di donazione” compilato digitalmente

Il modulo indicherà:

  • il bene/somma di denaro è oggetto di donazione;
  • il valore commerciale, sia singolo che complessivo, nel caso di donazioni di uno o più beni nuovi, allegando apposito preventivo o fattura commerciale;
  • il valore orientativo di mercato, sia singolo che complessivo, nel caso di donazioni di uno o più beni usati;

 

Art. 6 Istruttoria

Il modulo di cui all’art. 5 verrà protocollato e conservato digitalmente e verrà analizzato dai responsabili di servizio interessati i quali:

  1. verificano la completezza dell’offerta di donazione ai sensi dei precedenti articoli 3 e 5;
  2. predispongono la lettera di “accettazione/diniego della donazione” da inoltrare al donante tramite e-mail o pec (se disponibile);

 

Art. 7 Conclusione del procedimento

Esaurita la fase istruttoria, viene predisposta la lettera di accettazione o diniego inviata dal Presidente dell’Associazione mediante posta elettronica, recante i ringraziamenti in caso di accettazione o le motivazioni di un eventuale diniego.

 

Art. 8 Privacy

I dati personali raccolti in applicazione della presente procedura saranno trattati esclusivamente per le finalità in esso previste. Gli interessati hanno la facoltà di esercitare i diritti loro riconosciuti dal D. Lgs. 196/03 e successivi.

 

Art. 9 Esclusione e norme salvaguardia

Fuori dai casi di donazione di modico valore valutati ai sensi dell’art. 783 c.c., la donazione richiede, a pena di nullità, la forma dell’atto pubblico notarile.

 

Art. 10 Validità

La presente procedura decorre dalla data di pubblicazione del provvedimento di adozione.

 

Art. 11 Foro Competente

In caso di controversie relative alla conclusione, interpretazione, esecuzione e risoluzione degli atti di donazione, comodato d’uso gratuito e conto visione il Foro competente ed esclusivo sarà quello di Palermo.

Grazie ai nostri sostenitori

CA

Colombetti Antonella

€10,00 27/05/2020
MR

Master Revonet

€100,00 25/05/2020

Felice di sostenere l'associazione

Sede legale:
Via Veronica Gambara 6 – 90135 – Palermo
P. Iva/C.F. 05662920825

Sede operativa:
Via Mariano Stabile 229 – 90141 – Palermo

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