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Ci sono moltissime campagne di crowdfunding che falliscono giornalmente e spesso le ragioni non sono attribuibili al progetto o all’idea.

L’errore che ripetutamente le persone fanno, al lancio di una campagna di crowdfunding, è che dovrebbe prendere in considerazione preventivamente, quello a cui nessuno sembra pensare quasi mai, cioè che una buona fetta di campagne di crowdfunding fallisce.
Quello che spesso nessuno dice è che i progetti di fundraising partecipativi, hanno delle percentuali di successo relativamente basse; secondo una statistica di Krowdster oscillano dal 9% al 57% e, a sorpresa, anche su piattaforme rinomate e trafficate come Kickstarter i tassi di fallimento dei progetti sono di oltre il 63%.

Piattaforme diverse hanno tassi di fallimento delle campagne di crowdfunding diversi, ma il “comune denominatore” è che affidarsi a piattaforme specializzate e rinomate nel campo, non sempre è garanzia di successo.

successi e fallimenti campagne crowdfunding
Fonte: Krowdster

Perchè il crowdfunding fallisce: le principali ragioni

Le ragioni per cui il crowdfunding fallisce sono veramente molte, più di quelle che si possa immaginare. Spesso e volentieri, il progetto che si intende finanziare non è abbastanza originale, e non ha un vero vantaggio competitivo, oppure lo ha solo nella propria testa.

C’è una lunga lista però, di campagne di finanziamento dal basso e di progetti strampalati che hanno raccolto fondi per migliaia di euro, ci sono poi centinaia di crowdfunding falliti perché incapaci di intercettare un reale bisogno del mercato.

In moltissimi altri casi però, un’idea o progetto interessanti non hanno ottenuto la buona riuscita del crowdfunding perché non si è prestata abbastanza attenzione, per esempio, alla scelta della piattaforma tramite la quale si gestisce la raccolta fondi. Alcune di queste piattaforme, hanno un algoritmo simile a quello dei social network e tendono cioè a mettere in evidenza le campagne con più traffico, che hanno già ricevuto più donazioni, più condivise, e sono la maggior parte dei piccoli che rischiano così di finire nella coda delle campagne destinate a fallire.

Il crowdfunding su Revonet adotta un modello crowdfunding DIY (do-it-yourself) e lascia che sia chi organizza a occuparsi in maniera organica della loro promozione, con utenti sempre più attenti e sensibili alle questioni della privacy e del trattamento dei dati personali, Revonet permette di organizzare una campagna di crowdfunding su una piattaforma sicura, anche da bug e attacchi di sistema.

Insomma, in definitiva, se una campagna di crowdfunding fallisce qualcosa è andato storto da un punto di vista di ideazione strategica della campagna, organizzativo o logistico.

Mancanza di comunicazione

L’idea sbagliata più comune è che il marketing dovrebbe iniziare dopo il lancio della campagna. Questo perché molte persone hanno sentito che è sufficiente pubblicare il proprio progetto di raccolta su Kickstarter o altre piattaforme; è sbagliato pensare che il traffico delle piattaforme troverà o intercetterà magicamente la vostra campagna.

Una campagna di comunicazione è indispensabile per una raccolta di successo: newsletter, mailing list, comunicati stampa, eventi e pr servono a far conoscere lo scopo della raccolta fondi e la raccolta stessa. Potrebbe essere utile, contattare soggetti privilegiati come giornalisti o personaggi famosi, come testimonial della campagna di crowdfunding. Anche gli influencer, aiutano nelle promozione della campagna di crowdfunding, soprattutto chi ha accesso a community verticali e che goda di una credibilità all’interno di una nicchia tematica.

Non chiedere soldi o chiederne troppi

Sono molte le campagne che falliscono perché non hanno una call to action (invito a compiere una determinata azione). Di frequente si ha paura a chiedere agli utenti di donare o sostenere la propria campagna; ci si labirinta in azioni confuse o discorsi aleatori mentre il tuo utente è solo in attesa di un compito ben preciso o di un’azione da compiere. Ricorda la maggior parte degli utenti è “pigra”!!!
Dall’altra parte esiste una buona fetta di campagne fallite semplicemente perché si chiedono troppi soldi. Ci sono moltissime campagne che, agli occhi degli utenti, hanno una natura della richiesta sproporzionata rispetto al progetto e alle finanze richieste.

Non va tralasciata l’importanza dei Social! Articolare, quanto più possibile, un piano editoriale ad hoc per intercettare, sulle diverse piattaforme social, un pubblico potenzialmente interessato.

Fissare la donazione

L’utente web è “pigro” e più propenso all’azione solo se e quando qualcuno gli suggerisce chiaramente cosa fare. Prevedere solo donazioni volontarie rischia di far fallire la raccolta, a meno che non si tratti di campagne sociali o umanitarie. Anche il valore delle donazioni effettuabili andrebbe studiato attentamente: cifre piccole possono convincere a prendere parte alla causa anche ad utenti che non sono appassionati o non hanno un interesse diretto per il progetto, mentre per raccogliere grandi somme, è spesso più pratico puntare sul fundraising o su investitori e business angels nel caso di progetti di startup.

Le ricompense

Non nascondiamoci dietro un dito! Molto spesso sono proprio le ricompense che convincono a partecipare ad una campagna di crowdfunding. Oltre all’originalità della ricompensa stessa è importante la chiarezza.

Crowdfunding gli errori da evitare

Se si vuole avviare una campagna di crowdfunding ci sono alcuni e importanti aspetti da considerare.
La prima domanda da porsi è “perché optare per il crowdfunding”? Se la risposta è solo l’aspetto economico a basso impatto e un mezzo per fare soldi facili, beh… oggi sfatiamo UN MITO! Si, proprio così, è un mito da sfatare.

Ci sono moltissimi aspetti e benefici che un campagna di crowdfunding porta con sé:

  • minimizzare i costi di start-up progettuale
  • testare il mercato
  • creare una base clienti
  • ricevere visibilità e notorietà

Sono tutti vantaggi utili, che rimangono a prescindere dalla riuscita o no della campagna.
Pensare al crowdfunding come uno strumento veloce per la propria startup o per rafforzare e aumentare il proprio business, è un altro errore frequente. Le tempistiche sono variabili a seconda della tipologia del progetto e dell’obiettivo economico da raggiungere.

Esistono dei principi generali per un avvio ideale che porta al successo della campagna:

  • almeno 8 settimane di preparazione
  • strategia marketing di pre-lancio
  • piano editoriale
  • planning strategico per il lancio ufficiale della campagna

Inoltre bisogna preparare tutti i contenuti da caricare sulla piattaforma; video di presentazione, testi descrittivi, immagini e così via.
Decidi il Budget! Come regola non scritta, oltre al lavoro sopra elencato, per ottenere una campagna di successo devi dedicare il 10% della somma totale che vuoi raccogliere al marketing pubblicitario.

Tre consigli finali

Preparazione – in termini di consapevolezza di ciò a cui si va incontro, studiare e capire bene cos’è il crowdfunding e come funziona e tutte le risorse e strumenti da poter adottare in ogni fase della campagna.
Pianificazione – fare un plan di ogni cosa in anticipo, capire come ci si muoverà e come si organizzerà il tempo.
Passaparola – aiuta in ogni occasione e parte dai contatti più vicini: sono coloro, meglio se figure conosciute o esperti del settore, a cui si potrà presentare l’idea ed il progetto, ancora prima di essere online e di sperare nel buzz sui social, chiedendo di spargere la voce personalmente.

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