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Ciao…benvenuta o benvenuto al nostro consueto appuntamento con al mia rubrica:

“Inform-Azione, l’economia e la finanza raccontate con un linguaggio semplice”.

…sono Massimo Ragazzoni, e da 27 anni mi occupo di consulenza e formazione in economia dei mercati finanziari, per quelli che definisco i tre pilastri del sistema finanziario italiano: banche, compagnie di assicurazione e Poste Italiane.

Sono anche l’ideatore appunto di questa rubrica ….Inform-Azione… la rubrica dedicata alla cultura finanziaria, nella quale amo raccontarti argomenti  complessi di economia e finanza di grande attualità, ma raccontarteli con un linguaggio semplice e privo di considerazioni personali. Mi soffermerò, infatti, esclusivamente sugli aspetti tecnici, così da chiarirli al meglio e lo farò appunto in modo semplice e comprensibile.

Fare cultura finanziaria…farlo con un linguaggio semplice….supportato da 27 anni di esperienza personale in qualità di Private Banker per una primaria banca italiana e oggi in qualità di formatore per le principali realtà del settore finanziario,  sono gli elementi che metterò a tua disposizione per apprendere…conoscere….migliorare…tutto con un unico obiettivo:

“conoscere così da farti essere veramente libera/o di scegliere”.

Nel racconto di oggi, ti parlerò di una situazione sempre più frequente tra gli italiani:

“…paura, indecisione, sfiducia, instabilità economica o più semplicemente mancanza di conoscenza, sono le emozioni e gli elementi che spingono parte degli italiani a lasciare i soldi sul proprio conto corrente”.

Se anche tu, sei uno di loro, se anche tu sei alle prese con questa importante decisione, e sei piena o pieno di dubbi e domande, allora seguimi e continua a leggere questo mio lavoro…analizzerò e ti racconterò una serie di elementi che ti aiuteranno a fare chiarezza e, come amo sempre dire, ad essere libera o libero di scegliere ma a farlo nella piena consapevolezza..

Sarò per te, se lo vorrai, il tuo punto di riferimento e di Inform-Azione continua.

Bando alle ciance e iniziamo dunque.

Circa 40 milioni di italiani, sono alle prese con questo dilemma e quindi decidono, nel loro quotidiano, di optare per la soluzione apparentemente più sicura e semplice: a causa delle proprie paure, della propria indecisione, ma anche a causa della sfiducia riposta nel sistema economico finanziario italiano e della instabilità economica nella quale viviamo o più semplicemente per mancanza di conoscenza, decidono appunto di lasciare i soldi sul proprio conto corrente. Alla luce di questo dato, quindi, rilassati…non sei la sola o il solo.

La paura legata all’incertezza, legata ad una situazione economica non definita e non equilibrata, la sfiducia riposta nel sistema economico finanziario, o appunto la scarsa informazione, sono le emozioni e gli elementi che sostengono, molto spesso, questa decisione.

La “maggior prudenza”, è diventato l’elemento comune.

Ma è veramente la decisione più efficace? Attenzione perché, come vedi, non la definisco la “soluzione più giusta”…non mi permetterei mai (e mai lo farò) di esprimere un giudizio personale riguardo una tua scelta. Mi limito quindi a chiederti:

“sei davvero convinta o convinto che questa sia la scelta, la decisione più efficace”?

Io ti suggerisco di continuare a leggere le analisi che trovi in questo lavoro, e poi potrai decidere se continuare o modificare la tua scelta.

Ti chiedo solo di continuare a leggere e ad informarti.

Quello dell’economia e della finanza, è un settore, un mondo complesso…non difficile ma complesso….un mondo che richiede conoscenza e aggiornamento continuo perché collegato direttamente a ripercussioni negative sulla vita quotidiana di ciascuno di noi.

Ti anticipo, che sto preparando e mettendo a punto la nuova edizione, di un lavoro, un percorso formativo, un vero e proprio viaggio, nel quale ti prenderò per mano e ti condurrò, nelle varie tappe del viaggio in questo mondo…un mondo che, come sai se mi segui da tempo, amo molto.

Iniziamo dunque…:)

Innanzitutto, questo atteggiamento determina, al 100%, la rinuncia ad eventuali potenzialità di
crescita, ma…anche una serie di problemi aggiuntivi che ti racconterò. Di questo sono certo ne sarai consapevole…ma…..c’è del ma, vediamolo insieme.

1)  La banca fallisce – rischio Bail-In:

Un bel problema non credi? Vediamo nel dettaglio cosa potrebbe accadere. La direttiva n°2014/59/Eu del 2016, entrata in vigore il 01/Gennaio/2016, va a riformare le procedure, attivabili dalle autorità competenti, di “risoluzione delle crisi bancarie”.

La stessa direttiva, introduce nel nostro sistema giuridico, il concetto del così detto “Bail In”…cioè “salvataggio interno”. Vediamo di chiarirne gli aspetti salienti e di maggior impatto.

Bail-In, normativa Europea per il risanamento e la risoluzione delle crisi economiche di enti
creditizi e imprese di investimento. Il Bail-in prevede che, in caso di dissesto finanziario della tua banca, i possessori di specifiche attività finanziarie emesse dalla banca stessa (investitori/risparmiatori), siano chiamati a partecipare alla coperture delle perdite patrimoniali. Il meccanismo del Bail-in, ha l’obiettivo di evitare che, per la copertura delle perdite, siano utilizzati fondi pubblici.

Nello specifico, saranno chiamati alla copertura, i clienti in base ad una “classifica”:

  • Azionisti, e possessori di azioni e altri titoli di capitale emessi dalla banca
  • Obbligazionisti possessori di obbligazioni subordinate le quali possono essere trasformate in azioni
  • Creditori chirografari
  • I depositi bancari per la sola parte eccedente i 100 Mila euro

Perché proprio la soglia di 100 Mila euro? Perché questa è la soglia massima entro la quale interviene il sistema di garanzia sui prestiti. Quindi, fino a 100 Mila i tuoi soldi sono garantiti e protetti, in caso di dissesto della tua banca, dal fondo di garanzia sui prestiti, mentre la parte eccedente non garantita, rientrerà nel Bail-in.

Sono invece esclusi dalla normativa sul Bail-In:

  • I depositi inferiori ai 100 Mila euro
  • Il contenuto delle cassette di sicurezza detenute in banca
  • I conti correnti postali

2)  Inflazione:

Il secondo aspetto che desidero analizzare, è quello legato alla perdita del potere di acquisto dei
tuoi soldi a causa dell’inflazione.  In economia, per inflazione intendiamo l’aumento prolungato del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi in un dato periodo di tempo che genera una diminuzione del potere d’acquisto dei tuoi soldi. Com’è logico dedurre, con l’aumento dei prezzi di beni e servizi, ogni unità monetaria potrà comprare meno beni e servizi. Ecco perché dobbiamo prestare molta attenzione…è, in sostanza, proprio ciò che erode il potere d’acquisto dei tuoi soldi.

Sebbene quindi, tu possa aver pensato al deposito sul tuo conto corrente, come ad una soluzione
priva di rischio, in realtà priva di rischio non lo è affatto. Anzi….permettermi di affermare che, il deposito in conto corrente è la soluzione che ti offre con estrema certezza, un rischio perdita certa….se non altro una perdita in conto capitale…nel tempo, i tuoi soldi perderanno potere di acquisto…quindi valore.

Ricordi la canzone: “mamma dammi cento lire che in America voglio andar”????

Ecco….il senso è proprio quello.  Se avessimo ancora la lira, cosa potresti fare, oggi, con le 100 lire di una volta? Quelle con le quali saresti addirittura potuta o potuto andare in America? È proprio  ciò che, nel tempo, accade con certezza sulla liquidità lasciata sul tuo conto.

A questo punto, ti starai molto probabilmente dicendo (so che lo vorresti dire anche a me):

“si Max, ma l’inflazione oggi è molto bassa giusto”???

Bene….si, hai ragione…oggi si. Per gli economisti, siamo addirittura in un momento di “Deflazione”, cioè  una diminuzione del livello generale dei prezzi che genera un incremento del potere d’acquisto della moneta. Proprio il fenomeno opposto all’inflazione. Ma….lascia che ti ponga io una domanda: “per quanto tempo”? O ancora: “cosa accadrebbe se dovesse risalire”?

Certo, la sfera di cristallo non la abbiamo…neanche io ce l’ho, ma…qualche informazione può
esserci utile per disegnare uno scenario futuro di ripresa della spinta inflazionistica. Ti basti pensare ad esempio (ti suggerisco di iniziare a seguire queste vicende…ti basterà continuare a seguirmi), alle politiche monetarie della Banca Centrale Europea. Tali politiche (ad esempio il
Quantitative Easing di cui ti ho parlato nei miei precedenti racconti), hanno proprio l’obiettivo di far risalire l’inflazione ad un livello standard del 2%.

Cosa accadrebbe alla liquidità del tuo conto, con un inflazione al 2%????

Pensa ad esempio che, nel 2017 (soltanto pochi anni fa quindi), i dati di riferimento erano: inflazione 1,2% ….non solo. Un nuovo fenomeno è sempre più presente e che si aggiunge alla perdita del potere di acquisto: i tassi negativi, applicati da alcune banche, sulla giacenza in conto corrente. Prova a mettere insieme questi due elementi e….è come accendere la miccia della dinamite….vediamolo con un esempio:

“i miei soldi, lo +0,4 di rendimento….l’inflazione è del 1,2%….significa che i registrerò una perdita in conto capitale dello 0,8% annuale….ok adesso prova a calcolare la perdita sulla tua liquidità”…

Un bel risultato vero?????? Non è ancora tutto…..seguimi, nel racconto del terzo elemento:

3)  Imposta di bollo

Se a questo, aggiungi poi la percentuale relativa alla tassazione sui depositi, la così detta “imposta di bollo”…allora non hai soltanto acceso la miccia ma la bomba è anche scoppiata.
L’imposta di bollo, è la tassazione che grava sulle attività finanziari…l’imposta che, quindi, va a colpire sempre di più il patrimonio dei clienti. Attenzione perché non sto parlando della tassazione sulle rendite, quindi sui guadagni, ma di una vera e propria imposta che viene applicata (quindi la paghi), in ogni caso…anche nel caso in cui tu non abbia alcun guadagno. Molti la paragonano ad vera e propria “tassa patrimoniale”….e in effetti lo è, colpendo la “consistenza” del patrimonio e non il reddito che tale patrimonio ha prodotto.  L’imposta di bollo, grava su tutte le tipologie di conto corrente bancario (vincolato o non), per i conti correnti
postali e per i libretti di risparmio. In particolare, pagherai:

  • 34,20 euro, se sei una persona fisica
  • 100,00 euro per le aziende, le imprese e i titolari di partita iva.

Anche qui c’è un’esclusione:

“se sei una persona fisica, l’imposta non è dovuta quando il valore medio di
giacenza annuo, risultante dagli estratti conto e dai libretti, è
complessivamente non superiore a 5.000 euro”.  

Appare quindi evidente come, tra diminuzione delle aliquote dei  guadagni (interessi attivi),  aumenti dell’imposta di bollo, e aumento atteso del tasso d’inflazione, la giacenza in conto corrente sia sempre più soggetta ad una certa erosione.

Prova adesso a mettere insieme gli elementi: inflazione, tassi negativi e imposta di bollo….la bomba è davvero esplosa sul tuo conto corrente….e i danni causati possono essere davvero ingenti.

Bene…procediamo però con il quarto elemento degno di attenzione da parte tua:

4)  Pignoramento del Conto Corrente

Il quarto elemento di rischio, è proprio la “pignorabilità” del tuo conto corrente. Lascia che ti
spieghi meglio. Con decreto legge n°193/2016 e le novità del 2019, la normativa ha reso più facile e veloce, per lo Stato, recuperare le somme dovute senza dover far ricorso al Tribunale. L’Agenzia delle Entrate e Riscossione, potrà quindi pignorare la liquidità sui conti correnti senza la autorizzazione e sentenza di un giudice. In questo caso, il correntista verrà informato dall’Agenzia delle Entrate stessa con una notifica di pignoramento. Entro 60 giorni, il correntista dovrà saldare il debito. La tua banca, a questo punto, provvederà in automatico a pagare quanto dovuto fino alla concorrenza del debito totale.

Vediamo, nello specifico, quali somme possono essere oggetto di pignoramento.

Le somme presenti sul conto corrente, e depositate prima della data di notifica del pignoramento,
potranno essere pignorate solo per la parte eccedente la così detta “soglia di impignorabilità”. Tale soglia, è fissata in tre volte l’importo dell’assegno sociale che, ti ricordo per il 2020 era fissata in 459,83 euro …quindi la soglia diventa di 1.379,49 euro.

Per tutto ciò invece che verrà accreditato dopo la data della notifica, il limite è elevato al quinto…cioè solo per il 20%…quindi il restante 80% sarà comunque nella tua disponibilità.

Si….so che ti stai chiedendo:

“ok Max, ma scusami, se approfitto con una nuova domanda: e se il
conto corrente è cointestato”?

Bè…figurati, è una domanda lecita ed è un piacere risponderti…così da renderti il tutto ancora più
esplicito. La risposta è semplice. In caso di conto corrente cointestato, non sarà possibile pignorare oltre la metà di quanto giacente sul conto stesso.

Un raggio di sole comunque è bene che te lo mostri….anche se arriva come conseguenza di un evento che in molti avremmo preferito evitare: la Pandemia da Covid-19.

Il decreto Rilancio 2020, proprio al fine di sostenere le famiglie e imprese italiane colpite dalla
crisi economica causata dalla Pandemia, ha introdotto la “sospensione” della procedura di pignoramento. Un raggio di sole che però non sappiamo fino a quando potrà continuare a riscaldarci.

Bene….anche il quarto elemento di allarme lo abbiamo trattato….lascia che ti parli del quinto.

5)  Il fenomeno dell’Autoassicurazione

Molto spesso, accade soprattutto quando c’è una evidente mancanza di informazione, alcuni italiani decidono di lasciare la liquidità sul conto perché: “non si sa mai”….“potrebbe accadere qualche imprevisto e, quindi, potrei averne bisogno”.

Hai mai sentito questi ragionamenti? Io, da ex Private di una primaria banca italiana, li ho sentiti e dovuti gestire spesso. È quello che, in gergo, chiamiamo fenomeno “dell’autoassicurazione”.

Il termine autoassicurazione, è stato mutuato dall’inglese “self-insurance”. Analizziamo allora
questo elemento e permettimi, come sempre, di fare un piccolo passo indietro così da inquadrare meglio il concetto.

Se pensiamo al concetto di “assicurazione”, di “assicurarsi”, possiamo dire che questo significhi, sostanzialmente, trasferire il rischio di un evento ad un altro soggetto. Per precisione
dico che, ciò che trasferiamo non è tanto il rischio che un determinato evento negativo accada ma il rischio legato alle conseguenze economiche che, il verificarsi dell’evento, possono essere causate. È quindi evidente che, se assicurarsi significa appunto trasferire il rischio delle conseguenze di un evento dannoso, ad altri, autoassicurarsi significa trasferire a se stessi tale
rischio.

Bè….direi molto logico ed efficace non credi?????’ non credi che, questo atteggiamento, sia quantomeno degno di un’attenta riflessione? Sicuramente si.

Pensa anche ad un altro aspetto elementare, se trattieni su di te, il rischio, sei certa o certo di
avere la copertura economica sufficiente a coprire il danno nel caso del suo verificarsi???? Hai mai riflettuto sul fatto che  potrebbe non bastarti?  E ancora….e se non dovesse bastarti?

Bella riflessione vero?

Pensa che, anche nella migliore delle ipotesi (cioè che non dovesse accadere mai – cosa che tutti ci auguriamo), quanto  hai perso economicamente con l’aver tenuto fermo il tuo capitale sul conto corrente?  

Bene….allora….anche oggi siamo giunti alla conclusione del mio racconto. Anche oggi, abbiamo fatto insieme una profonda disamina su una serie di aspetti importanti rispetto alla eventuale decisione di lasciare la liquidità sul tuo conto corrente. Anche oggi siamo giunti alla fine di questa nuova tappa. Anche oggi, sono certo che sarai riuscita o riuscito, ad inquadrare l’argomento nella sua cornice, e anche di averne ben delineato i dettagli….come sono certo avrai saputo cogliere spunti di riflessione efficaci così da aver rafforzato non solo la tua preparazione ma anche la tua sicurezza nei confronti di una materia vasta e complessa e, di conseguenza, rafforzare la tua libertà di saper e poter decidere liberamente.

Come sempre, complimenti quindi e…sentiti libera o libero, di lasciarmi i tuoi commenti o richieste di approfondimento.

Buona Vita,

Massimo

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