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Ciao…benvenuta o benvenuto al nostro appuntamento con la mia rubrica: 

“Inform-Azione, l’economia e la finanza raccontate con un linguaggio semplice”

L’obiettivo che mi sono posto, se mi segui lo conosci, è lavorare insieme su un elemento che ritengo fondamentale nella vita di ciascuno:

fare informazione e aumentare la cultura finanziaria”

Bene quindi…l’argomento del quale ti parlo oggi è:

“La Ricchezza per tutti o solo per pochi? E’ possibile calcolarlo”?

La risposta è si…è possibile calcolare qual è la % di concentrazione della ricchezza…o meglio il tasso di distribuzione della ricchezza tra i cittadini…quindi la misura della disuguaglianza della distribuzione della ricchezza, utilizzando “l’Indice di Gini”.

Aspetta. aspetta….nulla di così troppo complesso come probabilmente stai pensando….lascia che ti spieghi meglio….è un argomento che ritengo importante anche dal momento che il neo Presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo discorso al Senato parlando del problema delle disuguaglianze nel nostro Paese, ha fatto riferimento proprio “all’Indice o coefficiente di Gini“.

Lascia, allora, che faccia chiarezza e, come sempre faccio, lasciami allargare la visuale dell’argomento.

L’indice di Gini, è un indice che fornisce un parametro utilizzato per misurare la concentrazione del reddito e/o della ricchezza, utile a comprendere come queste due entità (ricchezza e reddito), sono distribuite tra gli individui di un Paese. 

Creato nel 1912, dallo studioso e statista Corrado Gini, aveva (e ha) la finalità di misurare il grado di disuguaglianza nella distribuzione (in base alla concentrazione) della ricchezza e/o del reddito. E’ un indice, che varia tra 0 (zero) e uno (uno).

L’Indice, prende appunto il nome dal suo creatore…Corrado Gini che, agli inizi del 900 creò questo indicatore statistico ampliando e quindi basandosi, sugli studi fatti da Max Lorenz sulla “variabilità e mutabilità“. Un indice di concentrazione, utile quindi a misurare in che modo, un bene trasferibile, è diviso tra la popolazione. in questo caso si tratta appunto della ricchezza…del reddito. si dice, infatti, che una determinata variabile X (ricchezza o reddito), è equidistribuita tra n individui, se ciascun individuo ha la stessa quantità della media (concentrazione minima). Si dice invece, che la concentrazione è massima, se un solo individuo ha tutta la quantità e gli altri non hanno nulla.

Faccio un esempio:

Abbiamo un villaggio con 100 cittadini e una ricchezza totale disponibile di 100 mele.

Le ipotesi verificate sono:

  • tutti i cittadini possiedono 10 mele ciascuno.  Questa è una situazione definita di “perfetta uguaglianza”, e l’indice sarà quindi pari a zero.
  • nove cittadini possiedono zero mele e uno ne possiede 100. Questa è una situazione definita di “perfetta disuguaglianza”, e l’indice sarà pari a uno.

Ovviamente questi sono i due esempi estremi fatti proprio per farti comprendere come l’indice vari tra zero e uno a seconda della diversa concentrazione in base ai cittadini. L’indice quindi si muoverà proprio tra zero e 1. Per logica, quindi, più si avvicina a zero, più ci troviamo in una economia in cui la distribuzione della ricchezza e/o del reddito, sono equi. Allo stesso modo, più l’indice si avvicina a uno, più la situazione sarà di disuguaglianza.

Proprio come nel mio esempio sulle mele.

Possiamo quindi affermare che, nelle diverse fasi del ciclo economico, la redistribuzione della ricchezza possiede una dinamica o trend (un movimento quindi), che tende a concentrarsi spontaneamente in un numero limitato di persone.

Il principio è:

“più alto è, il valore dell’indice, più alta è la disuguaglianza economica” 

Secondo quanto definito dall’Istituto di Statistica italiano (Istat):

“E’ una misura sintetica del grado di disuguaglianza della distribuzione. L’indice, è pari a zero nel caso di una perfetta equità della distribuzione, e nell’ipotesi cioè che tutte le famiglie dispongano dello stesso reddito o della stessa ricchezza. E’ invece, pari a 100, nel caso di totale diseguaglianza nell’ipotesi che la totalità del reddito o della ricchezza, sia assegnata ad una sola famiglia”. 

Secondo invece Banca d’Italia:

“il coefficiente (o indice) di Gini, è la misura più comune della disuguaglianza”.

Da ciò, è facile comprendere il motivo per cui l’Indice di Gini viene utilizzato oggi in tutto il mondo, come indice che misura la disuguaglianza rispetto alla distribuzione della ricchezza tra i cittadini. Pensa che, proprio in merito al risultato dell’applicazione di questo indice, in base a quanto riportato dal sito “truenumbers. it“, l’Italia ha il secondo più alto in Europa.  Nel 2017, la Banca Mondiale, ha assegnato all’Italia un valore dell’Indice del 35,9…ad oggi, secondo quanto invece riferito dalla Banca d’Italia, l’indice è salito a 41,1. Ti serva come confronto, sapere che, l’indice assegnato, ad esempio, ai Paesi del nord Europa come la Danimarca (paese che ti ricordo essere tra i più inclusivi), è stato di un valore di 28,7…

Nell’anno appena trascorso, un anno che come sai è stato profondamente segnato dagli effetti negativi della Pandemia, l’indice ha segnato un aumento di 4 punti.

E’ evidente, quindi, come le difficoltà economiche causate dalla Pandemia, abbiano segnato un aumento proprio del livello di concentrazione della ricchezza.

Vediamo come funziona, come si calcola.

Il calcolo, prende in considerazione un altro strumento utilizzato per trattare la teoria della “disuguaglianza del reddito”, cioè “la Curva di Lorenz”.  

Nella figura qui sotto trovi rappresentato tale grafico….ora te lo spiegherò.

                    La Curva di Lorenz

Sulle ascisse (asse delle X), trovi la popolazione, mentre su quello delle ordinate (asse delle Y) trovi il reddito/ricchezza. la diagonale, rappresenta la “perfetta uguaglianza” tra popolazione e ricchezza. Nel nostro esempio di prima, i 10 cittadini posseggono il 10% delle mele ciascuno.

La situazione opposta, cioè di “perfetta disuguaglianza”, la linea è quella rappresentata dal tratteggio in cui un cittadino possiede le 100 mele e gli altri nessuna mela.

Come è logico immaginare, tutte le altre situazioni possibili di rapporto tra popolazione e ricchezza posseduta, si troveranno nel triangolo inferiore e la curva si troverà tra la diagonale della perfetta uguaglianza e la perfetta disuguaglianza.

Bene…anche per oggi concludo il mio racconto. Sono certo di averti fatto conoscere uno strumento davvero molto importante utilizzato in economia e, come riportato, dal nostro Presidente del Consiglio Mario Draghi per descrivere il suo futuro operato in termini di aree di intervento.

Ti invito, come sempre, a continuare a seguirmi…sentiti libera o libero di lasciarmi i tuoi commenti o richieste di approfondimento, sarà un piacere.

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Buona Vita.

Massimo

 

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