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Ciao, benvenuta o benvenuto al nostro appuntamento con la mia rubrica:

“Inform-Azione, l’economia e la finanza raccontate con un linguaggio semplice”

Oggi voglio parlarti di un argomento che torna a far preoccupare gli italiani. Come avrai letto dal titolo, si tratta di:

“Mario Draghi e il “Cavallo di Troia” della nuova Patrimoniale.

Proprio così…in molti tra gli economisti si interrogano se, Mario Draghi, neo Presidente del nostro Consiglio dei Ministri, sia o meno il “Cavallo di Troia” di una nuova tassa Patrimoniale.

Cercherò, con il solito linguaggio semplice tipico di questa rubrica, di analizzare insieme a te cosa sta accadendo e, soprattutto, comprendere se questo è un dubbio lecito, una preoccupazione fondata o se è solo l’ennesimo spauracchio e timore infondato.

Analizziamo la realtà della situazione economica del nostro Paese.

Sostegni all’economia, una campagna di vaccinazioni efficace ed efficiente, un piano di riforme strutturali e complesso, sono i tre pilastri fondamentali per la ripresa economica del nostro Paese a seguito della Pandemia da Covid-19. I tre pilastri con i quali, senza ombra di dubbio, il Presidente Draghi, si trova a dover fare i conti.

Proprio su questi tre pilastri, puntano l’attenzione gli esperti economisti, i quali puntualizzano su un aspetto:

“Il punto di ripartenza per risolvere la crisi dell’Italia, non deve essere il post Covid, ma addirittura da 10 anni prima, 10 anni di crescita zero della nostra economia, che ti ricordo è stata solo dello 0,2% annuo”.  

Si…perché il problema è molto, ma molto più grande e, la crisi economica causata dal Covid-19, si aggiunge ad una situazione di crisi sistemica ormai decennale.

E’ quindi chiaro come, 100 miliardi di scostamento di bilancio già spesi, ai quali se ne aggiungeranno presto almeno altri 20, un livello di rapporto debito/pil interno ormai al 166% entro la fine di questo 2021, diventano dati allarmanti agli occhi dell’Europa…dati che mostrano una via obbligata:

“la ripresa dovrà cioè viaggiare ad un ritmo medio non certo inferiore al 2% annuo”.

Qui nasce il problema tenuto costantemente sotto controllo, dalla rigida Europa.

Se questa crescita non dovesse esserci?

Come gestiremo l’enorme debito pubblico accumulato?

Il rischio, di un “intervento forzato europeo”, è sempre più evidente. Fosse mica l’intervento con la Troika?

L’interrogativo, quindi, è uno: “esistono alternative”? Esiste un’alternativa alla Troika?

Da quello che si dice sui mercati, un’alternativa esiste…si chiama “Mario Draghi”. Il Presidente del Consiglio, potrebbe (ma a detta di molti economisti, dovrebbe), essere l’autore di un importante progetto di riforme. Molto ha detto, lo stesso Draghi, in tal senso…citando più volte la necessità di una riforma strutturale della Pubblica Amministrazione…del mercato del lavoro…del fisco…e della giustizia….ma, c’è un “ma”.  E non certo un “ma” piccolo. E’ il “ma”, legato semplicemente ai tempi di realizzazione e applicazione di un progetto così imponente di riforme. 

Tanto tempo, è infatti necessario  per la realizzazione del piano strutturale di riforme. 

E allora?

E allora se provi ad unire i puntini, il disegno che ne esce appare evidente…è il disegno di uno strumento più veloce, in termini di applicazione e risultati ottenuti. Uno strumento già noto agli italiani…uno strumento già utilizzato in una notte del lontano 1992 quando, l’allora Governo Amato, fu costretto a prendere una drastica decisione…applicare la patrimoniale sui conto correnti degli italiani….il 6 per mille di prelievo forzoso su tutti i conti correnti. Una decisione sofferta ma evidentemente che non permetteva alternative per il salvataggio della lira sotto gli attacchi speculativi di George Soros. 

Appare evidente quindi, che, seppur fondato su motivazioni diverse (il Soros attuale si chiama Covid-19), la proiezione degli scenari di ripresa siano decisamente a rischio….scenari che, lasciano quindi facilmente immaginare come il Presidente Conte possa essere il clone di Giuliano Amato e che, come lui, potrà esser costretto ad adottare una soluzione decisamente pesante ma senza alternative.

Sfruttando la sua autorevolezza, Mario Draghi potrebbe esser stato “destinato” a prendere una decisione così pesante….”il Cavallo di Troia”, appunto, della nuova Patrimoniale, lasciato sulle spiagge romane dall’esercito europeo.

Che possa essere questa la chiave di lettura, dell’improvviso arrivo di Mario Draghi alla guida del nostro Paese, lo possiamo leggere nelle dichiarazioni di Philip Lane, capo economista della Banca Centrale Europea, il quale, in un’intervista rilasciata al Financial Times, afferma:

“ci troviamo davanti ad un prossimo periodo di stagflazione dell’economia”.

Ti ricordo che, in economia, con il concetto di stagflazione, ci si riferisce alla combinazione di due fenomeni economici: Stagnazione dell’economia, cioè mancanza di crescita economica, e inflazione, cioè un aumento generale dei prezzi.

Questa dichiarazione, lascia pochi dubbi alla necessità urgente di adottare soluzioni drastiche che possano non solo far riprendere l’economia, ma e soprattutto, che possono rendere sostenibile il debito pubblico….ormai fuori controllo.

Bene, anche oggi ho terminato…anche oggi ti ho raccontato un argomento decisamente importante….anche oggi ti ringrazio, quindi, per avermi seguito e, come faccio di solito, ti invito a continuare a seguirmi per restare aggiornata o aggiornato…trovi i link qui sotto.

Ti invito anche a lasciarmi qui sotto i tuoi commenti o eventuali richieste di approfondimento di argomenti di tuo interesse, sarà per me un piacere poterti soddisfare.

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Buona Vita. Massimo 

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